Rigenerazione urbana

Caserta Decide è per un modello di città vivibile e per un Piano Urbanistico Comunale mirato a una riconversione del territorio affinché la natura riprenda i suoi spazi, e con essa le persone.

Il nostro P.U.C. è una proposta sperimentale a consumo di suolo zero, che potrebbe essere realizzata usufruendo dei fondi comunitari e nazionali come il Recovery Fund e i finanziamenti per il Green Deal. Si tratta un ampio piano volto al risanamento del nostro territorio – martoriato da enormi ferite causate dalle cave, discariche, speculazioni edilizie – e alla riqualificazione degli immobili esistenti, che possa al contempo dare spazio alla natura e mantenere livelli occupazionali del settore edilizio. Noi di Caserta Decide abbiamo coinvolto cittadini e cittadine della città in una serie di passeggiate nei quartieri e già individuato luoghi da recuperare, come la cava dismessa di Puccianiello e il fosso della 167.

Risanare

  • Macrico e Macrico diffuso. Il parco nell’area ex-Macrico, il polmone verde della città, è una questione non rinviabile. Classificare l’area a Verde Pubblico è diritto fondamentale dei cittadini e delle cittadine che da decenni chiedono che questo luogo diventi finalmente fruibile come parco. Contemporaneamente abbiamo pensato a un Macrico diffuso, restituendo alla comunità anche le Casermette sul viale Carlo III, gli ex Mulini Militari in via dei Mulini Militari e l’area Mulini Reali in via Ferrarecce. Dobbiamo migliorare la qualità della vita nella nostra città, usufruendo di beni comuni a libero ingresso.
  • Ripristino dei sentieri dei monti Tifatini. Bisogna ripulire e attrezzare per il trekking i sentieri dei monti tifatini, per offrire una forma di turismo leggero agli abitanti di Caserta e a chi viene a visitare la nostra città.
  • Nuova vita agli spazi abbandonati e confiscati. Gli immobili pubblici inutilizzati e quelli confiscati, individuati tramite un censimento, possono diventare luoghi sociali che offrono servizi per i cittadini con maggiori difficoltà: asili nido, sedi di associazioni, uffici comunali diffusi, sale prove per le arti performative.

Questi interventi non solo garantirebbero una qualità della vita di gran lunga maggiore, ma concorrerebbero concretamente al contrasto dei cambiamenti climatici e alla preservazione del nostro territorio per le generazioni future.

Facciamo respirare la città

  • Proponiamo un piano diffuso di piantumazione di alberi  per migliorare l’aria, per mitigare il clima, per contrastare le polveri sottili lungo le grandi arterie stradali e zone industriali e, naturalmente, rendere più bella la nostra città. 
  • De-pavimentazione di parte dei marciapiedi. Si possono trasformare i marciapiedi più grandi in zone permeabili, con mattoni forati e altre soluzioni che permettano al suolo di respirare; analogamente si potrebbe intervenire nelle piazze e le altre superfici impermeabilizzate.
  • Aiuole con funzioni di assorbimento di acque piovane. Studiate adeguatamente, le aiuole possono essere strumenti di mitigazione dei fenomeni alluvionali che sempre più spesso colpiscono Caserta.

Convertire

Ci sono molti luoghi, come caserme e parcheggi, che possono essere convertiti per utilizzi che concorrano alla sostenibilità della città.

  • si può istituire un Conservatorio nella ex caserma Sacchi (o al Belvedere di San Leucio);
  • L’ex caserma Pollio potrebbe diventare un ostello, e il parcheggio interno può essere convertito in parco pubblico;
  • Il lato sud del parcheggio di piazza Matteotti può diventare parco pubblico;
  • Con l’eliminazione del parcheggio di piazza Marconi si può costruire un parco pubblico e ripristinare il playground.

Questo processi di conversione ecosostenibile va sostenuta dalla riapertura del parcheggio di piazza IV novembre e tariffe agevolate per i parcheggi interrati.