Rapporto ISPRA: Caserta in zona rossa per il consumo di suolo!

Anche quest’anno in fascia rossa per il consumo di suolo: dobbiamo fermare le cementificazioni a Caserta!

La nostra città è uno dei tantissimi comuni italiani in fascia rossa a causa dell’intensa cementificazione del 2020. Una situazione impietosa e sotto gli occhi di tutti quella che segnala l’ISPRA nel suo rapporto annuale. In provincia di Caserta solo nel 2020 sono stati consumati 58 ettari di suolo: terreno perso per sempre, poiché impermeabilizzato e non recuperabile, provocando un danno enorme all’ambiente.

Cos’è il consumo di suolo? Si tratta di un processo associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, limitata e non rinnovabile, dovuta all’occupazione di una superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale con una copertura artificiale. È un fenomeno prevalentemente legato alla costruzione di nuovi edifici e fabbricati, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana.

L’impermeabilizzazione conseguente è la principale causa di degrado del suolo in Europa: comporta un rischio accresciuto di inondazioni, contribuisce ai cambiamenti climatici, minaccia la biodiversità, provoca la perdita di terreni agricoli fertili e aree naturali, contribuisce insieme alla diffusione urbana alla progressiva e sistematica distruzione del paesaggio, soprattutto rurale e alla perdita delle capacità di regolazione dei cicli naturali e di mitigazione degli effetti termici locali.

In Italia il consumo di suolo continua al folle ritmo di oltre 50 chilometri quadrati l’anno, oltre 15 ettari al giorno, 2 metri quadrati al secondo! Le cementificazioni vanno assolutamente arrestate: ce lo chiede l’Unione Europea che ha fissato l’obiettivo di azzerarle entro il 2050. I Comuni devono, attraverso i PUC, fare la loro parte. Ma a Caserta il Piano Urbanistico è fermo in un cassetto e si continuano ad autorizzare scempi ed ecomostri in deroga al piano urbanistico del 1983.

Ad esempio, nell’area a ridosso di via Borsellino è stata autorizzata, nel giro di due anni, la costruzione di 3 centri prefabbricati enormi (LIDL, MD, McDonald), di fianco l’Iperion e a poche centinaia di metri da un centro commerciale in costruzione (di fianco la stazione provinciale dei Vigli del Fuoco). Praticamente è stata ricoperta di cemento un’area pari a 11 campi di calcio e grande quanto il quadrilatero del centro storico compreso tra via Gasparri, via San Giovanni, Corso Trieste e via San Carlo. Insomma è in atto un processo velocissimo che modifica strutturalmente la città, le sue dinamiche, dal traffico al commercio, che però invece di essere frutto di un processo partecipato e democratico da parte dei cittadini e delle cittadine avviene grazie a deroghe approvate dall’ufficio del patrimonio. Un processo che non solo consuma suolo e danneggia l’ambiente, ma che massacra le attività storiche del centro.

Per questa ragione, proporremo il prima possibile una delibera per arrestare il consumo di suolo e per far valere questo principio nel nuovo PUC: niente più cementificazioni ma riqualificazione del patrimonio già esistente e rigenerazione urbana. Mentre nuovi quartieri sorgono dalla sera alla mattina, mentre nuove case si costruiscono restando vuote, il centro storico e le storiche periferie cadono a pezzi: c’è da cambiare rotta immediatamente. L’incremento di cementificazione casertana non può crescere ad un tasso dello 0,9% di area comunale consumata all’anno. Quel tasso deve diventare 0 il prima possibile!

Per leggere il rapporto ISPRA completo clicca qui.

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