Progetto Qualità dell’Abitare: ancora speculazioni edilizie!

PUC e PUMS, due strumenti preziosi per costruire insieme oggi la Caserta di domani

Al centro di ogni azione che portiamo avanti ci sono gli abitanti della nostra città. Abitanti in quanto esseri umani e in quanto esseri umani non accontentarci mai è il minimo che possiamo fare per la nostra città. Tra gli strumenti più preziosi per lo sviluppo di una città in generale ci sono il PUC e il PUMS.

Cos’è il PUC

Con il primo s’intende un piano urbanistico comunale (PUC), uno strumento potente per quanto riguarda la trasformazione urbanistica della città. Uno strumento quindi fortemente collegato al concetto di futuro e di sviluppo responsabile. In poche parole è lo strumento che ci permette di costruire la città di domani da lasciare ai nostri figli.

Il PUC che abbiamo in mente come Caserta Decide è a consumo di suolo zero. Questo vuol dire che non prevede altro cemento, al contrario punta a rigenerare il patrimonio edilizio attuale grazie anche ai numerosi bonus ecologici energetici disponibili. In poche parole vogliamo pianificare la Caserta del futuro, oggi.

Cos’è il PUMS

Con PUMS invece si intende il piano urbano della mobilità sostenibile che a differenza di quello relativo al traffico, è uno strumento volontario e facoltativo per una città. A noi sta a cuore perché permette di parlare in termini di investimenti verso la città, verso Caserta. Investimenti a medio e lungo termine in mobilità sostenibile i cui vantaggi tornano non solo in termini economici ma anche in qualità dell’abitare.

Grazie al PUMS vogliamo costruire la Caserta del domani estremamente sostenibile in quanto a mobilità e trasporto urbano. Ci immaginiamo isole pedonali, bus elettrici e una città che possa essere percorsa in pochi minuti nel pieno rispetto dell’ambiente e del nostro stesso futuro. Vogliamo costruire una strada concreta per un domani sostenibile, oggi. Vogliamo usare questi strumenti per progettare la Caserta di domani insieme ai casertani, coinvolgendoli e invitandoli a partecipare alla gestione e progettazione della propria città.

Il bando “Qualità dell’abitare” e la questione via Acquaviva

Per entrare nel pratico vi parliamo di un esempio attuale e cioè quello del bando interministeriale “Qualità dell’abitare”. Il bando, prevederebbe la “rigenerazione, in un’ottica di innovazione e sostenibilità (green), di tessuti e ambiti urbani particolarmente degradati e carenti di servizi non dotati di adeguato equipaggiamento infrastrutturale”. L’obiettivo sostanziale sarebbe quello di mettere in campo interventi rigenerativi delle abitazioni popolari, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone. Il Comune di Caserta ha individuato come area per partecipare a tale bando il quartiere Acquaviva. Tuttavia, nelle 3 delibere approvate dall’Amministrazione comunale per partecipare al bando, è palese la volontà di non chiedere fondi per i miglioramenti previsti del bando, che addirittura vede in cattiva luce progetti che consumino suolo. Eppure il Comune di Caserta avrebbe avuto la possibilità di ristrutturare le case popolari del quartiere, attraverso percorsi di partecipazione e democrazia dal basso. Invece prevede di fare l’ennesima colata di cemento. 

Che cosa prevede in realtà il progetto?

Il progetto, poco chiaro e mai discusso apertamente con la città, tra le tante cose, prevede una serie di operazioni inquietanti.

1. Realizzazione, costruzione e gestione di “Città dello sport e del tempo libero” – Centro addestramento Willage all’interno delle ex Casermette.

 Il Comune di Caserta prevede la realizzazione di un non meglio specificato centro sportivo per l’importo complessivo di € 14.140.404,00, integralmente gestito da delle aziende private, cementificando ulteriormente un’area dal valore storico e culturale immenso. In quest’area è prevista la realizzazione, quindi, di un centro sportivo su un’area di 6 ettari da affidare successivamente a dei privati per la bellezza di 99 anni attraverso il peprecabile strumento del project financing. Noi vogliamo che le Ex Casermette siano un parco pubblico, in cui non ci sia altro cemento, recuperando solo le volumetrie legittime per usi sociali (sport, tempo libero, cultura, etc) . Noi vogliamo che l’area diventi un “MACRICO diffuso” un grande parco pubblico a servizio del Rione Acquaviva e di San Nicola la strada, affidandolo alla cura e alla gestione delle associazioni sportive e ai cittadini. Inoltre, il progetto non è pubblico e noi vogliamo che sia invece condiviso per permettere la partecipazione progettuale da parte dei cittadini.

2. Housing sociale, servizi e opere di urbanizzazione.

Proposto dalla società ARS URBIUM per un importo complessivo di € 102.132.703,00. Di questa ennesima operazione di speculazione edilizia, si sa ben poco. CIoè che si sa è che si parla di 102 milioni di euro di case in zona Acquaviva, probabilmente in zona ex Saint Gobain! Uno scempio inaccettabile in una città fortemente cementificata e in costante calo demografico. Si costruiranno nuove case senza ristrutturare quelle vecchie. Come Caserta Decide, chiediamo l’immediata pubblicazione del progetto e lo stop a qualsiasi progetto di speculazione edilizia in zona. Vogliamo che la zona rurale brulla del quartiere Acquaviva venga recuperata realizzando il più grande parco agricolo del sud Italia (circa 220 ettari). Altro che nuove case!

3.  “Realizzazione di un parcheggio pubblico interrato – hub di scambio mezzi elettrici – spazi pubblici attrezzati via Feudo San Martino – via Adige”. 

Il comune prevede la costruzione di un parcheggio di 180 posti auto, seminterrato. L’ennesimo e inutile parcheggio interrato della nostra città, questa volta distante solamente 800 metri dal parcheggio Carlo III, di proprietà comunale e sempre vuoto. Il costo complessivo dell’operazione è di 7 milioni di euro. Non possiamo accettarlo: chiediamo che questo progetto venga immediatamente bloccato affinché si utilizzino questi fondi per ristrutturare le case popolari o per riqualificare spazi sociali e verdi per la comunità. 

Non possiamo accettare che questo processo di cementificazione e ricostruzione del quartiere Acquaviva passi in sordina. Non possiamo rimanere indifferenti mentre altre aree verdi della nostra città vengono inesorabilmente cementificate. Vogliamo che questo progetto si discuta da principio con gli abitanti del quartiere e con le associazioni interessate, attraverso processi di partecipazione e democrazia. Questo progetto ridisegnerà completamente uno dei quartieri più importanti di Caserta: non è accettabile che la comunità non venga ascoltata così come non è accettabile che si costruiscano altri parcheggi e altri palazzi. Non ci fermiamo qui: nei prossimi giorni ascolteremo le associazioni che avevano fatto proposte per il progetto, tutte inascoltate, e lanceremo una petizione per fermare le speculazioni edilizie e le cementificazioni!

Per le delibere del progetto, fonte del nostro articolo, abbiamo creato un drive apposito: https://drive.google.com/drive/u/1/folders/1BlUzAchiwyZZR0LsjO1fd1Xy0uqlkdV0

Clicca qui per firmare la petizione!

Clicca qui per leggere il documento con le nostre osservazioni!

Lascia un commento