Appello al voto di Caserta Decide per le forze progressiste

Le Elezioni Politiche 2022 giungono a valle di una legislatura più unica che rara che ci consegna, in una fase così critica per il Paese, un centrosinistra diviso come non mai, una destra oscurantista e compatta verso il potere, e una costellazione di “centristi” disponibili a qualunque calcolo pur di sopravvivere a sé stessi.

Chi come Caserta Decide ha nelle ragioni del suo esistere quella di costruire un progetto politico progressista e ambientalista, non può che essere sconcertato dalle condizioni nelle quali il campo progressista giunge a questo appuntamento elettorale.
Uno scenario scoraggiante che viene da lontano anche sul nostro territorio ed è conseguenza di lotte fratricide che hanno avuto come filo conduttore il solo (e spesso vano) tentativo di difendere le proprie identità dalla contaminazione dell’altro, invece di lavorare passo dopo passo a soggetti aggregativi.
Questa disunità del panorama del progressismo, radicale e moderato, rischia di tradursi in un arretramento sulle questioni su cui si gioca l’equilibrio democratico di questo Paese e non solo. Se la destra oggi è forte nelle urne, nelle quali bisogna provare a contenerla, è perché sul terreno sociale il centrosinistra e la sinistra non sono stati in grado di fornire le adeguate risposte con adeguata fermezza.

È di tutta evidenza, inoltre, la scomparsa dal dibattito elettorale dei temi che caratterizzano il nostro impegno politico.

Queste sono le riflessioni emerse dall’Assemblea di Caserta Decide, sollecitata da tanti che hanno chiesto consigli e pareri sul voto. Assemblea unanime nel riconoscere i rischi di questa fase, tuttavia plurale nelle sensibilità che ci accompagneranno a votare.

In primo luogo il nostro appello è ai cittadini affinché, in difesa della democrazia, non rinuncino al loro diritto di voto e scelgano chi votare nell’area di sinistra-centrosinistra.

L’Assemblea Generale di Caserta Decide ha poi sentito la responsabilità, nel suo piccolo, di aiutare chi ad essa si riferisce per comprendere la politica in città e non solo, provando a portare nella competizione per il nostro collegio i temi che avremmo voluto caratterizzassero la campagna elettorale. Questo perché siamo ben consci che non basta solo votare quanti, sul piano istituzionale possano diventare interlocutori contro la deriva di destra: occorre ricercare una convergenza sulle tematiche cruciali per la nostra democrazia, non solo in tempi elettorali ma nella quotidianità.

Lanciamo, pertanto, un accorato appello a tutte le forze in campo affinché il dibattito elettorale verta sui problemi reali del Paese e non su slogan e proclami privi di contenuto. Il nostro contributo parte da una serie di domande in lettera aperta, alle quali auspichiamo risposta pubblica dei candidati afferenti principalmente alle liste del Partito Democratico, dell’Alleanza Verdi-Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, PCI, Unione Popolare.

  1. PNRR – Il PNRR ha potenzialmente messo a disposizione del Sud tantissime risorse che dovremo essere in grado di intercettare con progettualità idonee e business plan attendibili che creino sviluppo sostenibile e lavoro. Questo richiede competenza e mezzi, che gran parte delle amministrazioni locali non hanno. Come valorizzare al meglio questa storica occasione anche per il territorio casertano?
  2. Reddito di Cittadinanza – Tra Napoli e Caserta vive una percentuale corposa dei percettori del Reddito di Cittadinanza dell’intero Paese. La misura è un ammortizzatore sociale tanto necessario quanto insufficiente, che rappresenta un fattore di equilibrio democratico oggi indispensabile. Il mercato del lavoro si dimostra incapace di raggiungere la piena occupazione: tantissimi perciò, senza il Reddito, vivrebbero in una condizione di estrema povertà. Sotto quest’ottica, più che parlare di una generica modifica, non sarebbe il caso di immaginarne il potenziamento per renderlo più efficace anche nell’ottica della formazione, dell’empowermente come strumento di inclusione sociale attraverso i PUC?
  3. Clima, Ambiente e Sostenibilità – Quali sono i punti strategici su cui incentrare la difesa del territorio dalla cementificazione continua e dai disastri idrogeologici, dagli incendi boschivi e dal fenomeno che persiste incontrastato dei roghi di rifiuti che infestano Terra dei Fuochi, in uno scenario di emergenza climatica ormai evidente a tutti? Quali strumenti possiamo usare, anche su questo territorio, per incentivare la produzione di energia rinnovabile e l’efficientamento energetico, e per scongiurare il rischio di veder giustificati, in nome dell’emergenza, pratiche invasive e inquinanti? Quali sono le proposte per rendere il trasporto urbano ed extraurbano più sostenibile?
  4. Autonomia differenziata – La prospettiva di un modello di federalismo regionale ad autonomia differenziata chiaramente penalizza le aree più povere del paese (tipicamente al Sud). Questa misura sembra godere di un appoggio trasversale tra centro-destra e pezzi di centrosinistra. Qual è la vostra posizione nel merito?
  5. Gestione dei flussi migratori – La retorica della destra torna ad agitare lo spettro dell’immigrazione. Ma al di là della demagogia e dell’acuirsi dello sfruttamento per gli immigrati che riusciranno comunque a raggiungere il nostro Paese, non c’è alcuna proposta reale per governare il fenomeno. L’apertura di canali di ingresso regolari ed un sistema di accoglienza diffusa, che bisognerebbe avere il coraggio di imporre come un adempimento amministrativo, sarebbero invece soluzioni auspicabili. Qual è la vostra posizione?
  6. Sanità – L’emergenza CoViD ha evidenziato le principali debolezze del Sistema Sanitario nazionale. Il fallimento del modello liberista della Lombardia, l’imbarazzante assenza di protocolli adeguati nelle Sanità Locali (vedi assenza DPI, Respiratori e Posti letto), l’enorme squilibrio tra nord e sud, le carenze di personale. Quali sono le prime e immediate misure per ripristinare il diritto all’assistenza sanitaria pubblica, soprattutto al Sud?
  7. Diritti e politiche di genere – A fronte di un modello di società che punta a imporre una visione della vita ai limiti dello Stato Etico, che mette sotto attacco diritti acquisiti quali quelli previsti dalla Legge 194 rendendone impossibile l’esercizio, quali politiche concrete metterete in atto per combattere le disparità di diritti ancora esistenti fra cittadini di diverso genere, orientamento sessuale, etnia e religione nel nostro Paese?

Le risposte ricevute

Marianna Iorio vai all’articolo

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