Ambiente

Parlare di ambiente oggi vuol dire spaziare dal clima ai rifiuti, dal verde alle risorse idriche, sino alla sostenibilità ecologica delle città e del territorio. 

In merito, l’Europa sta sostituendo il vecchio modello di economia lineare con un nuovo modello di economia circolare: si tratta di un sistema regolato dalla legislazione dell’UE, in cui tutto è pensato per durare ed essere riutilizzato, proteggendo dunque il nostro ambiente.

Oggi la nostra sfida consiste nel rendere più vivibile il nostro territorio, affrontando l’inquinamento atmosferico e il consumo del suolo, riducendo gli sprechi di risorse idriche e riducendo la quantità di rifiuti destinata all’incenerimento o alla distruzione.

CLIMA 

Riduzione della CO2

Per contrastare i cambiamenti climatici, il primo obiettivo da raggiungere è la riduzione delle emissioni cittadine di CO2. In linea con l’Agenda 21 – una sorta di programma proposto dall’ONU nel 1992 per fronteggiare le questioni ambientali del XXI secolo – Caserta Decide vuole promuovere iniziative che spingano cittadini e cittadine a prendere consapevolezza degli effetti dei loro comportamenti:

  • rinnovare la rete di illuminazione pubblica, sostituendo tutti i dispositivi luminosi attuali con quelli a basso consumo;
  • favorire la realizzazione di impianti, anche di piccola scala, per la produzione di energia da fonti rinnovabili – fotovoltaico, solare termico, eolico, idroelettrico, geotermico -;
  • ridurre il traffico veicolare; 
  • promuovere gli acquisti di prodotti a km zero e provenienti da filiere locali e equosolidali;
  • piantumare alberi e provvedere alla loro manutenzione, applicando la legge n. 113/1992, che prevede la piantumazione di un albero per ogni nato nei Comuni sopra i 15000 abitanti.

Adesione al Patto dei Sindaci

Il Patto dei Sindaci è il principale movimento europeo che mette in rete le autorità locali e regionali che vogliono incrementare l’utilizzo di energie rinnovabili e ridurre l’emissione di CO2. L’adesione di Caserta al Patto permetterebbe, insieme ai Sindaci delle località limitrofe e secondo le linee guida dell’UE, di mettere in atto efficienti pratiche sovra-comunali e accedere a finanziamenti per la realizzazione dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile previsti dal Patto stesso.

Inizieremo dalle soluzioni più semplici e più impattanti sulle condizioni di vita quotidiana: incentivare l’uso della bicicletta e dei mezzi di trasporto non inquinanti, ampliare il progetto del Piedibus e disincentivare l’uso dell’auto privata, al fine di diminuire le emissioni inquinanti.

ACQUA

L’acqua non si vende!

L’acqua è un bene pubblico e rappresenta un diritto inalienabile. Il grosso successo ai referendum sull’acqua pubblica del 2011, che ha avuto un grande rilievo anche a Caserta, non si è poi concretizzato negli atti conseguenti, che sarebbero dovuti partire dall’inserimento nello Statuto – ovvero la legge fondamentale del Comune – della frase: “L’acqua è un bene comune fondamentale alla vita, senza rilevanza economica”.

La prima azione utile sul tema sarà modificare lo Statuto comunale per porre fine alla gestione dell’acqua con scopo di lucro. 

A Caserta l’appalto per la gestione del servizio idrico scadrà tra pochi mesi e noi vogliamo far tornare il servizio nelle mani pubbliche, ispirandoci al modello della città di Napoli, che ha affidato il servizio all’azienda consortile A.B.C. (Acqua Bene Comune). L’azienda consortile da costituire nella nostra città sarebbe in grado di seguire l’intero ciclo del servizio idrico, dalle falde, la depurazione, al riversamento nelle acque marine; prevedrebbe agevolazioni per quelle fasce di popolazione che non hanno le risorse per garantirsi un diritto essenziale per la vita. 

Ciò avrebbe un impatto positivo sull’economia dei cittadini e delle cittadine in quanto la bolletta, non essendoci nessun margine di guadagno del privato, scenderebbe di prezzo; aumenterebbe la qualità dell’acqua, controllata costantemente; permetterebbe alla cittadinanza di gestire direttamente la risorsa.

Ottimizzazione del consumo idrico 

L’altro punto fondamentale è quello di promuovere interventi di ottimizzazione del consumo della distribuzione, raccolta e derivazione delle acque, tenendo presente l’ultimo report di Legambiente nell’ambito dello studio “Ecosistema urbano” del 2019, che prevede perdite dalle condotte idriche di Caserta di ben il 58 % delle risorse utilizzate. 

RIFIUTI

L’obiettivo finale dell’economia circolare è quello di non far finire nulla in una discarica o in un inceneritore – in pratica: non avere un sacchetto dell’indifferenziata a casa. All’economia circolare è strettamente connesso l’approccio Zero Waste, che vuole ridurre i rifiuti residui e valorizzare al massimo ogni materiale. Il Comune di Caserta, a seguito di una petizione popolare, ha aderito formalmente al programma Zero Waste, senza però attuarlo. 

Queste sono le nostre proposte perché Caserta diventi il più possibile una città a consumo zero:

  • Perfezionare la raccolta differenziata. Per farlo, vogliamo incentivare i cittadini e le cittadine con l’introduzione della tariffa puntuale e cioè commisurata alla quantità di rifiuti conferiti e al numero di persone del nucleo familiare, come prevede la normativa vigente. L’attuale sistema di tariffazione prevede invece solo il parametro dei metri quadrati dell’appartamento, mentre dovrebbero essere introdotti criteri più idonei, vista la presenza, ad esempio di nuclei familiari numerosi che vivono in piccole abitazioni.
  • Compostiera di comunità. Si tratta di un trattamento dei rifiuti adatto alle realtà locali piccole e medie, che abbatte i costi per lo smaltimento della frazione umida e elimina la possibilità della costruzione di un biodigestore.

Bonifiche. L’urgenza delle bonifiche delle zone altamente inquinate, in particolare de Lo Uttaro e delle cave dismesse come quelle di Puccianiello, sono un punto fermo della nostra proposta di governo.